24 Marzo 2023 / 2 Aprile 2023
24 Marzo 2023 / 2 Aprile 2023
Associazione Terreoltre
Sala Carlo Bo – I piano Palazzo Fascie (Corso Colombo, 50)
Inaugurazione mostra venerdì 24 marzo 2023, ore 18.00
Durata della mostra dal 24 marzo al 02 aprile 2023
Tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00
Che cos’è vivere la città oggi? Quali panorami, modelli, prospettive disegnano lo skyline degli agglomerati urbani della moderna Europa?
Agostino Petrillo, docente di sociologia urbana al Politecnico di Milano, li riassume così: “E’ un panorama molto triste, molto cupo, un panorama di metropoli sempre più divise e sempre più preda della speculazione, in cui poi si innescano processi di espulsione, di marginalizzazione sempre più chiari sul terreno della città, in cui nascono per esempio periferie di tipo completamente diverso dal passato.”
I reportage a cura di Massimiliano Donati, Massimo Gorreri e Emiliano Negrini in mostra raccontano tre diversi percorsi di rigenerazione urbana, messi in atto con obiettivi apparentemente simili e modalità solo in parte differenti.
A Belgrado il nuovo e scintillante Waterfront sul fiume Sava ha sventrato e cancellato dalla mappa un quartiere storico di case popolari e botteghe che sorgeva accanto alla vecchia stazione dei treni, epicentro della crisi migratoria del 2017.
A Bologna la trasformazione in un quartiere di palazzi di lusso dell’ampia e centrale area del vecchio mercato ortofrutticolo, abbandonato da decenni, ha parzialmente cambiato volto al popolare rione della Bolognina, giusto a un passo dalla nuova stazione per i treni ad alta velocità.
Nella conurbazione della Ruhr trent’anni di progetti di recupero, bonifica e rinaturalizzazione di una delle regioni più inquinate e industrializzate d’Europa hanno riempito di boschi, piste ciclabili e spazi pubblici i rottami di una manifattura pesante che per oltre un secolo aveva avvelenato milioni di abitanti, rendendo nuova meta turistica ciò che fino alla fine degli anni Ottanta era considerato un inferno di fumi e miniere.