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Presentazione del libro "Libiola una miniera di storie"

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13/12/2012 00:00
13/12/2012 23:59

libiola_002.jpg


Organizzatore:
Gianni Coletta

Sede della manifestazione:
Sala Ocule, Palazzo Comunale, Piazza Matteotti 3

Data manifestazione:
13/12/2012 ore 17:00 - 20:00

Ingresso libero


Giovedì 13 dicembre alle ore 17:00, presso la SALA OCULE del Comune di Sestri Levante Valentina Ghio, Assessore alla Cultura, e il prof. Ainino Cabona presentano il volume di Luciana Lavaggi e Gianni Coletta "LIBIOLA, UNA MINIERA DI STORIE" (Gammarò editore, 2012).

Il libro, ricco di documenti e fotografie, tratta degli ultimi due secoli della miniera che, utilizzata fin dai tempi preistorici, è stata sfruttata fino al 1961; attualmente è in stato di abbandono con gallerie ed edifici che attendono una valorizzazione. 

Luciana Lavaggi e Gianni Coletta, con questa originale ricerca sulla miniera di rame più importante d'Italia e tra le più importanti d'Europa hanno dimostrato attenzione per le nostre radici. Saranno presenti gli autori 

LIBIOLA: Una miniera di storie

La Miniera di Libiola è situata a circa 5 km da Sestri Levante e si estende su di un area di 4 km quadrati che comprende 18 gallerie distribuite su una ventina di livelli, 5 scavi a cielo aperto e una trentina di pozzi verticali.
Attualmente l’area è in stato di totale abbandono, alcune gallerie sono completamente inaccessibili,sia per il pericolo di crolli ed allagamenti,sia per la presenza di esalazioni gassose, malgrado la perizia dei minatori avesse creato la possibilità di una ventilazione naturale.
Talune gallerie non si riescono più ad individuare perché il loro ingresso è stato ricoperto dai detriti e malgrado la loro presenza sia segnata sulle mappe di miniera.
Sono inoltre presenti numerose infrastrutture ed edifici minerari in avanzato stato di degrado e quasi completamente spogli dei macchinari o degli arnesi a suo tempo usati, tutto è stato spietatamente depredato, forse per ricavarne pochi e magri guadagni, dai metalli recuperati.
Parrebbe, dalla desolazione della zona e dall’ innaturale silenzio che regna in questi luoghi, che il mondo intero voglia dimenticare questa ferita inferta dall’uomo alla montagna.
Ma la montagna sta riprendendo il sopravvento:la mineralizzazione ricopre e irrobustisce le gallerie e gli stessi legni usati per i sostegni imbevuti di minerali diventano essi stessi colonne portanti, aiutati dal progredire di stalattiti naturali dovute allo stillicidio.
L’ambiente è apparentemente ostile al primo sguardo ,nasconde invece animaletti e insetti che ritrovano incredibilmente nel tiepido tepore delle trasformazioni chimiche un caldo ambiente per sopravvivere.
E pure, Libiola, rappresentava il più grande giacimento di solfati di rame e ferro d’Italia sfruttato industrialmente sino dalla prima metà dell’800,ma conosciuto sin dai tempi preistorici, ed ora in completo abbandono.
Per altro, al suo sfruttamento nel secolo scorso hanno partecipato quasi esclusivamente capitali stranieri,adoperando comunque manodopera locale, che in questo modo ha potuto salvarsi da periodi di grande povertà ed emigrazione.
Persino in tempo di guerra pur con la dipendenza dalla Germania, i minatori erano almeno esentati dal servizio militare in quanto considerati essi stessi combattenti.
Tra il 1864 e il 1962 si sono estratti oltre un milione di tonnellate di minerali.
Dove gli scavi all’aperto,sono stati abbandonati, si svelano gli imbocchi di vecchie gallerie e la montagna sembra traforata dal lavoro di enormi lombrichi.
Dalle viscere della terra fuoriescono fiumiciattoli dai colori incredibili e fumate di vapore nei periodi invernali.
Questo non può che suscitare nell’ attento osservatore il desiderio di scoprire la storia di tanti accadimenti e trasformazioni,opera della natura ma anche dell’uomo che ha tentato di
sfruttarla.
Abbiamo cercato di indagare tutto ciò e sperando di esserci riusciti, ne è scaturito il libro e l’annesso supporto informatico che ne riportano i risultati.

Gianni Coletta

 

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Partecipano: